Quantavolution e Solaria Binaria(1)

Sono oggi qui per porgere omaggio ad un antico amico ormai deceduto da 22 anni, Immanuel Velikovsky. I suoi libri di cinquanta anni fa, tuttavia, sono ancora oggi pienamente vivi.

Vedo questa conferenza anche come un' occasione per ringraziare il professore Emilio Spedicato, che ha dato uno speciale contributo alle idee di Quantavolution nell' Universita' di Bergamo e nel mondo.

Infine, e' per me un privilegio essere qui per raccontare qualcosa del mio lavoro.

Ora permettetemi di definire il termine 'Quantavolution,' in italiano, lo stesso, Quantavoluzione. Procedero' poi ad introdurre la teoria

Solaria Binaria.

Quantavolution fa riferimento a grandi cambiamenti nei campi sia inorganici che organici, che si manifestano rapidamente, con grande potenza, e su grande scala.

Gli strumenti della quantavolution sono prevalentemente elettromagnetici. Questo implica che tendenzialmente una teoria della dinamica del mondo fisico dovra' essere essenzialmente di tipo elettromagnetico. In questo campo, i uomini che ho trovato geniali erano Nicholas Tesla, Charles Bruce, Immanuel Velikovsky, Ralph Juergens, Earl Milton, and Wal Thornhill. Per noi, quasi tutte le manifestazioni dell' energia naturale originano nell' elettricita'. La forza di gravitazione non puo' piu' avere un ruolo dominante per spiegare tutto in fisica ed astronomia, ed al limite puo' anche essere trascurata nell' ambito della teoria della quantavolution.

Quantavolutions sono atti catastrofici, che risultano tuttavia essere costruttivi oltre che distruttivi. Ad esempio, se come animali da compagnia preferite i cani o i gatti ai dinosauri, allora la cometa o l' asteroide che colpi' la Terra alla fine del Cretaceo e mise fine ai dinosauri e' stato un evento fortunato, un evento di quantavolution assai favorevole ai mammiferi ed all' uomo.

Quando si ha un atto di quantavolution, allora i fenomeni relativi all' aria, all' acqua, alla terra, alla vita, cambiano radicalmente. Quindi ogni scienza deve preoccuparsi degli eventi di quantavolution, sia quelli di passati che di quelli possibili nel futuro. Ogni aspetto dell' esistente ne risente, quindi potremmo dire che Q, la quantavolution, sia olosferica.

Con i dinosauri si sono estinte migliaia di specie di piante e di animali. Gran parte della stratigrafia della Terra e' cambiata. L' atmosfera e' stata modificata. Il movimento della Terra e' stato modificato, anche se di quanto non sappiamo. In verita', sappiamo ben poco sui dettagli di quell' evento. Ma datemi una qualunque disciplina del sapere, e vi posso subito trovare un tema da discutere in tale ambito riguardo alla quantavolution.

Per fare un esempio, la linguistica riscontra in ogni lingua una grande quantita' di antiche parole riferite a disastri, fenomeni elettrici e divinita' punitive. Uno studio di Hugh Crosthwaite scopre che circa il 15% delle parole dell' ebraico, latino, greco ed egiziano sono collegate in qualche modo con l' elettricita'.

Quantavolution non e' una teoria esprimibile matematicamente in modo rigoroso. E' un approccio cognitivo, una forma di teoria euristica. Possiamo tentare di formularla in simboli, per aiuto alla memoria.

Q = C(SISa)x (a...n)

where Q = quantavolution

C = change

S = suddenness (rapido)

I = intensity (potenza)

Sa = scope (scala)

X = exponential rising and subsiding

= multiplied by the sum of

a...n = all phenomena affected

Quindi: se una cometa di diametro km 1.5 con velocita' 20 km/sec colpisse "Chassenon, France", proveniendo da nordovest, in pochi secondi formerebbe un grande cratere da cui salirebbe verso il cielo una gigantesca colonna di fuoco, gas e detriti. Sarebbe generato uno tsunami terrestre le cui onde di terra diventerebbero archi di colline; tutte le rocce nel raggio di 20 km sarebbero metamorfizzate; praticamente ogni forma di vita sarebbe estinta nel raggio di 500 km; l' intera atmosfera e quasi tutti gli ambiti nel mondo ne sarebbero profondamente anche se in grado diverso affetti.

Un nuovo mondo si formerebbe ben presto su una vasta area, e quando l' uomo venisse ad abitarla molto tempo dopo, non ne riconoscerebbe la natura originale. Gli scienziati chiamerebbero questo territorio una regione vulcanica fin quando scopriranno che le strane rocce usate localmente per fare bellissime case in pietra non sono di tipo sedimentario. Finalmente, 17 anni dopo lo scandalo prodotto dal libro chiamato Worlds in Collision, un noto studioso francese, in visita dai suoi colleghi tedeschi nella regione del cratere Ries, ha una nuova idea, inizia 27 anni di studi ed alla fine riesce a convincere i colleghi che si tratta non di un vulcano ma di un fenomeno da impatto meteoritico. Nel 1994 una conferenza dedicata a questo tema ne conferma l' identificazione da evento di impatto e nel 1995 ne produce una mappa geologica dettagliata.

Anche la scoperta vari anni fa della origine catastrofica delle tormentate scablands dello stato di Washington da parte del Professore J. H. Bretz, e l' accettazione delle sue conclusioni richiesero parecchi decenni.

Storie simili possono dirsi riguardo a sempre piu' localita' nel mondo. Strutture una volta chiamate vulcaniche sono ora identificate con crateri meteorici. Mi chiedo se i geologi italiani non siano in errore nel riguardare il Lago di Bolsena come un tipico cratere di vulcano estinto. L' enciclopedista Plinio scrisse che era il luogo dove un fulmine di Giove distrusse la citta' etrusca di Volsinio.

Oggi posso fare queste considerazioni senza essere attaccato. Cinquant' anni fa, se le avessi presentate ad un uditorio di persone colte, mi avrebbero considerato come un tipo strano, ai margini della società.

Immanuel Velikovsky ha molto contribuito a questo cambiamento di paradigma, come sentirete oggi e domani. In particolare nel mio caso ha avuto molta influenza nel parziale spostamento di interessi, a meta' della mia vita, dal campo dello storico sociale a quello dello storico delle scienze naturali, o, se volete, della cosmologia.

Devo comunque affermare che il nuovo paradigma della quantavolution si sarebbe inevitabilmente affermato, indipendentemente dal ruolo svolto dal mio amico Velikovsky. Non c'e inoltre da sorprendersi che si possano trovare predecessori di molti degli elementi delle teorie di Velikovsky e questi anche delle piu' disparate provenienze.


Quando riorientai il mio telescopio intellettuale, apparve ai miei occhi quella che appariva come una vasta regione da investigare. Mi apparivano addirittura in antichi dati gli elementi di una nuova teoria del sistema solare. Fu cosi' che attorno al 1975 inventai la teoria detta Solaria Binaria.

Cominciai ad immaginare la storia del sistema solare come la carriera di una stella, il Sole, in moto veloce e carica elettricamente che viene a penetrare una regione dello spazio caratterizzata da una carica elettrica assai differente. Il Sole allora ebbe un fenomeno esplosivo da nova e si frammento' in un sistema binario da cui si e' evoluta l' attuale configurazione planetaria.

Il Sole, ipotizzai, perse un grande frammento, diciamo il 7% della sua massa. Questo resto' gravitazionalmente legato ad una distanza tale da mantenere fra i due corpi un potente arco elettrico con l' associato campo magnetico. Quanto si puo' fare in una stanza da gioco si puo' fare su scala cosmica. Un campo magnetico ricco di polvere e detriti ruotava attorno alla vasta scarica elettrica dando luogo alla formazione, nel tempo, di aggregati piccoli e grandi ed infine di densi pianeti.

La regione del campo magnetico era enorme ed io la chiamai il tubo magnetico, un plenum di cariche, gas e rocce. Chiaramente tale immenso plenum avrebbe generato un volume milioni di volte piu' grande di quello disponibile sulla Terra per esperimenti chimici da cui sarebbe potuta sorgere la vita. Tale volume puo' essere stimato a 60 milioni di volte quello degli attuali oceani ed atmosfera.

L' energia elettrica liberata nel plenum dall' arco centrale sarebbe stata anche immensamente maggiore di quell ora disponibile nelle reazioni che possono portare ad organismi viventi. E' possibile quindi che il plenum sia stato la regione originale di formazione degli organismi viventi, prima che essi si localizzassero sui pianeti con lo scomparire del plenum.

Il fattore tempo deve anche essere esaminato. La sola esplosione da nova avrebbe liberato subito una energia pari a quell disponibile in due miliardi di anni della vita della Terra. Quindi il modello Solaria Binaria sarebbe milioni di volte piu' efficiente nel produrre le specie viventi di quanto lo siano i modelli correnti.

Tuttavia, sia io che il mio collaboratore Earl Milton non ne eravamo molto soddisfatti, in quanto gli immensi volumi di plasma nello spazio danno luogo ad opportunita' di formazione della vita assai superiori a quelle offerte perfino dal sistema Solaria Binaria. Abbiamo dovuto affrontare complessi problemi di ingegneria cellulare per individuare modi in cui l' energia elettrica possa dare luogo ad organismi in grado di nutrirsi, eliminare rifiuti, riprodursi. Abbiamo ottenuto uno scenario per noi convincente ma troppo elaborato per parlarne in questa sede.

C'e' in verita' un elemento di teleologia in questa teoria. Ho ipotizzato che ogni gene che subisca una mutazione invii un segnale agli altri geni in modo che reagiscano alla mutazione Se questo puo' avvenire, ne nasce un cambiamento organico globale che si trasmettera' nella riproduzione dell' organismo. Forse sentendomi un po' napoleonico in quel momento, battezzai il gene che invia il segnale come il gene leader, mentre confrontai il gene normale con il soldato comune delle armate di Napoleone, ricordando che questi disse: Ogni soldato porta il bastone di Maresciallo nel suo zaino.

Chiamai il partner binario del Sole con il nome di Urano, in memoria del primordiale Dio Supremo dei Greci. Quando anche Urano divenne instabile e perse massa, la parte restante principale la chiamammo "Saturno". Quando anche Saturno esplose in un fenomeno di nova, chiamammo la parte principale restante "Giove".

Le distanze fra i pianeti densi e quelli gassosi andarono aumentando con il diminuire della corrente elettrica, mentre i pianeti si muovevano sempre piu' vicino all' arteria centrale della grande corrente elettrica, fino a muoversi essenzialmente su uno stesso piano, quello che ora chiamiamo l' eclittica,

e quindi il moto che essi avevano attorno alla corrente nel tubo magnetico divenne quello che e' ora il loro moto di rotazione propria.

Ero gia' per altre vie pervenuto a collocare il disastro dei dinosauri ed altri eventi di quantavolution del sistema solare nella memoria primordiale umana, quindi non potevo contraddire me stesso utilizzando le scale temporali lunghe della scienza ufficiale. E come avrei potuto estarrre la Luna dal bacino dell' Oceano Pacifico in un tempo compatibile con la memoria umana? Anni passarano prima che potessi farmi una idea dei tempi richiesti dal modello Solaria Binaria. Insieme con l' amico astronomo Earl Milton ci domandammo: quanto tempo sarebbe necessario per una evoluzione dal Sole al sistema attuale, nell' ambito di azione delle forze elettromagnetiche, incomparabilmente piu' forti di quelle gravitazionali? Proponemmo per default la cifra di un milione di anni, dalla nova del Sole sino ai nostri giorni. Nei 18 anni passati dalla pubblicazione di Solaria Binaria riteniamo che molti nuovi argomenti esistano a supporto di questa teoria.

Rispetto alla teoria stessa della Quantavolution, direi che il numero degli studiosi che ne accettano in grande parte la formulazione sia passato da 10,000 a 6,000,000, un aumento di 600 volte, ovvero il 60% dei 10 milioni di studiosi del mondo. Questo e' avvenuto nonostante la parola Quantavolution sia ignorata.

In vista dell' aumentata apertura (o facilita' a farsi ingannare?) per le nuove teorie, la letteratura di Q e' aumentata enormemente. Quando entrai in questo campo, la bibliografia era costituita da Velikovsky e pochi altri libri, a parte i riferimenti nella letteratura classica. Fra gli autori da citare, Whiston, un poco letto discepolo di Newton; Boulanger, un illuminista i cui libri furono richiamati all' attenzione di Velikovsky da Livio Stecchini. Stecchini era un grande storico della scienza, poco noto, ed i cui libri ancora devono essere pubblicati, sebbene sia deceduto da decenni. Jan Sammer, qui fra noi oggi, dirige il Project Stecchini. Va citata anche una breve monografia di Xavier Kugler sul comportamento erratico di Venere e sullo strano linguaggio degli oracoli delle Sibilline, di cui Velikovsky fu informato tardi, sempre via Stecchini. Il lavoro di Melvin Cook, anch' esso conosciuto tardi da Velikovsky. La scuola di Hoerbigger, che Velikovsky non considero' in qunato riteneva Hoerbigger un proto-Nazista; e Claude Shaeffer, che lavoro' con la resistenza francese e scrisse i suoi libri di archeologia comparata a Londra durante la seconda guerra mondiale. La mia bibliografia del 1981 in Chaos and Creation e' forse la piu' sostanziosa mai pubblicata a quell' epoca; vi ho posto ogni riferimento bibliografico utilizzabile a supporto delle mie teorie.

Ci sono nuovi elementi a supporto di temi specifici della teoria Solaria Binaria: ----------------

Che ci siano molte binarie ed altri sistemi multipli e' ora universalmente accettato. Ce ne sono milioni in una singola galassia. Piu' recentemente si sono trovati pianeti associati a stelle binarie in moto attorno alla principale di esse.

Molti crateri esistono nel sistema solare, perfino se ne sono trovati sugli asteroidi.

Effetti elettrici sono stati individuati. Il tema del ruolo dell' elettricita' nell' universo e' ampiamente sviluppato dall' astronomo Amy Acheson, nel sito web chiamato Intersect e nel giornale elettronico chiamato Thoth.

La fisica dei plasmi ha avuto un grande sviluppo con molte applicazioni in cosmologia. Nel 1963 scrissi di Velikovsky: "Trovo' lo spazio vuoto e lo fece un plenum." Quando io ipotizzai il plenum di Solaria Binaria, avrei potuto usare il nuovo linguaggio della fisica dei plasmi. Tuttavia sia io che Milton usammo altre parole per descrivere essenzialmente gli stessi fenomeni. L' astrofisica ha continuato a riempire lo spazio sino al punto che ora circa il 99% della materia dell' Universo puo' essere chiamata 'plasma.' E' una forte conferma del tubo, sacco e plenum proposto in Solaria Binaria.

La dinamica minacciosa di asteroidi e comete ed il loro comportamento spesso inatteso sono a supporto della nostra ricostruzione dei molti movimenti "erratici" di corpi del sistema solare descritti nella storia.

Il sorprendente comportamento del campo magnetico terrestre nel suo insieme ed in alcune sue parti nel corso della storia, un problema dagli aspetti misteriosi, puo' essere compreso meglio e piu' semplicemente se si segue la cronologia a breve termine proposta dalla scenario Solaria Binaria.

La grande quantita' di splendide foto di oggetti spaziali di ogni tipo e di tutte le regioni della Terra ha dato moltissime occasioni di conferma dello scenario di Solaria Binaria, e mai evidenza definitivamente contraria.

La raccolta di miti utilizzabili nell' ambito della teoria di Quantavolution si è ulteriormente espansa, grazie in particolare al lavoro di David Talbott e Dwardu Cardona riferito al pianeta-dio Saturno.

Il progetto genoma, che ha decodificato decine di migliaia di geni, ha anch' esso dato un certo supporto all' idea del "gene leader" da me proposta in Homo Schizo e con Milton ancora in Solaria Binaria. Non è impossibile che nel genoma esista un sistema di controllo gestito dal 'gene leader' quando appaia una mutazione. Come disse Napoleone, "Ogni soldato porta un bastone di maresciallo nel suo zaino."

Sono proseguite le scoperte di corrispondenze sorprendenti fra masse continentali ampiamente separate. La teoria da noi proposta di una Terra interamente coperta da una crosta continentale sino allo strappo di questa nella regione del bacino del Pacifico non ha avuto alcuna evidenza sperimentale in contrario.

La scoperta di relazioni fra tutte le lingue della regione circumpacifica, quella caratterizzata da un anello di fuoco e di terremoti, sembra indicare che lingue imparentate in famiglie ivi fossero parlate prima della nascita della Luna, che un drammatico evento abbia spopolato quella regione, che poi è stata ripopolata da popolazioni ad esse relazionate etnicamente e linguisticamente.

L' apertura verso l' ipotesi di nascita della vita nel plenum di solaria binaria è aumentata anche in relazione a simili teorie sull' origine dlla vita nello spazio o nelle atmosfere planetari, e con il passaggio di forme di vita fra diversi pianeti via comete (teoria ad esempio sviluppata da Hoyle e Wickramasinghe).

Forti interazioni fra Giove e le sue lune erano attese nel modello di Solaria Binaria, ivi compreso il grande impatto di una cometa frammentata avvenuto solo qualche anno orsono.

La questione di una rapida stratificazione di grandi masse e di materiali di assai diversa composizione dopo un evento di quantavolution o anche un singolo evento catastrofico, è un problema di notevole interesse per la modellizzazione matematica.

La ricostruzione cronologica radicale da noi proposta per la storia dell' uomo dalle sue origini ad oggi ci sembra ancora valida, sebbene necessiti di un raffinamento alla luce delle nuove cronologie proposte da Gunnar Heinsohn, Peter James e altri. Il lavoro di Mandelkehr ed altri che propongono un grande evento catastrofico mondiale attorno al 2250 B.C. si accorda con il nostro scenario relativo al cosiddetto periodo di Mercurio nel modello Solaria Binaria.

Il dibattito sulla vera eta' della Terra e sulla sua storia geologica è andato crescendo. Una questione di immense potenziali conseguenze riguarda la risposta degli elementi radioattivi alle correnti elettriche, dove sono urgentemente richieste esperienze di laboratorio. Alle radicali critiche di Melvin Cook sulla ipotesi di costanza del decadimento radioattivo si è ora aggiunto un nuovo dubbio, ovvero che le velocita' della luce non sia costante, quindi che l' orologio atomico non sia costante e che le misure di decadimento radioattivo correlate all' orologio atomico non siano valide. Un miliardo di anni stimati potrebbero essere in realta' solo 1000 anni! L' astronomo Barry Sutterfield sta lavorando su questa teoria, sulla cui validita' non sono comunque in grado di esprimermi.

Proseguendo nella casistica a favore della mia teoria, possiamo citare, sul pianeta Terra, l' evidenza nel campo antropologico di diffusioni rapidissime di culture ed artefatti.

Al di fuori del sistema solare, sono stati osservati sistemi multipli stellari con cambiamenti imprevisti delle loro posizioni reciproche. Si ha anche evidenza di archi elettromagnetici fra grandi corpi del tipo da noi ipotizzato che caratterizzasse un tempo Solaria Binaria.

Convincenti relazioni sono emerse fra il vento solare ed il campo elettrico, in diminuzione, fra il Sole ed i pianeti, lungo il piano dell' eclittica.

Barbiero ed altri (Woelfli e Baltensperger) hanno confermato matematicamente la possibilita' di forti spostamenti dell' asse rotazionale di un pianeta, nonche' di altri parametri orbitali (vide Brunini), per impatti o passaggi ravvicinati di grandi corpi, aprendo quindi la possibilita' di una verfica matematica dei moviementi dei pianeti proposti in Binaria Solaria.

Elementi a favore della lunagenesi dal bacino del Pacifico comprendono ora anche i nuovi studi sulle intense forme di calore, di vita inusuale e di strana topografia del pavimento abissale, elementi che ne indicano una notevole giovinezza.

Quindi qui stiamo oggi. Se qualcuno di voi fosse interessato ai campi di battaglia delle scienze, vi assicuro che ci sono molti posti per volontari, e che ciascuno di voi, come ogni soldato della scienza, porta un bastone di maresciallo nel suo zaino.

Alfred de Grazia, Firenze, Italia, 18 Ottobre 2001

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